“Impatriati”: richiesti due anni di residenza in Italia

Rizzi, Simone (2019) “Impatriati”: richiesti due anni di residenza in Italia. Novità fiscali, 2019 (12). pp. 553-557. ISSN 2235-4573

Abstract

L’art. 16 D.Lgs. n. 147/2015 riconosce, a determinate condizioni, ai non residenti nel Paese che (ri)entrano in Italia per svolgere prestazioni di lavoro, un regime di tassazione agevolato, dato dall’esenzione del 50% del reddito imponibile, poi incrementata al 70% (o addirittura al 90%) per i soggetti ri(entranti) dal 1° gennaio 2020, per i cinque periodi d’imposta successivi (o addirittura dieci a determinate condizioni). Per i fruitori dell’agevolazione, ex comma 1 dell’art. 16 D.Lgs. n. 147/2015, era, ed è, richiesta la residenza in Italia per almeno due anni, mentre, per i fruitori ex comma 2, la lettera della legge non richiedeva, né sembra richiedere, tale requisito. Tuttavia, in risposta ad un interpello, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che la residenza in Italia per almeno un biennio, fosse (e sia) richiesta anche qualora la fruizione del beneficio avvenisse (e avvenga) ai sensi dell’art. 16, comma 2, D.Lgs. n. 147/2015. Questa presa di posizione dell’Agenzia delle Entrata non è, però, esente da critiche.

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Rizzi - Impatriati richiesti due anni di residenza.pdf

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Official URL: http://www.supsi.ch/fisco
Item Type: Article
Subjects: Diritto tributario > Italiano
Date Deposited: 18 Dec 2019 14:55
Last Modified: 18 Dec 2019 14:55
URI: http://novitafiscali.supsi.ch/id/eprint/863

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